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    August 25

    Cambiamenti

    Giusto per dirvi che il mio blog trasloca a questo nuovo indirizzo:
     
     

    questo rimarrà on-line per le foto

    Il gioco del cinema è traslocato su quello nuovo!!!

    Ciao a tutti, sono un pò emozionato....forse è l'ultimo post su questo..sigh sigh....

    August 01

    Arrivi e partenze

    Un lungo silenzio va rotto con progetti, racconti e discorsi imponenti.
    Niente di tutto questo...o almeno niente di imponente nel senso universale del termine...tutto però assume una connotazione importantissima e ricca di valori per il sottoscritto e per le persone insieme a  lui nell'ultima settimana.
     
    Sono appena tornato da un campo con i lupetti bellissimo, non ho mai parlato di questo lato della mia vita....educare, far giocare, tornare bambino anche te insieme ad altri capi con cui vai d'accordissimo e che puoi tranquillamente chiamare amici è una vera gioia. Infinita è la forza  e la felicità che un branco di 30 scalmanati può trasmetterti, sarà una frase banale ma è davvero difficile comprendere tutto questo se non lo si prova.
    La stanchezza giorno dopo giorno aumenta ma contemporaneamente vorresti fermare il tempo e perpetuare quei momenti per sempre.
     
    Basta con i patetismi.
     
    Di ritorno dicevo, e già di partenza.
    Domani riparto, destinazione il Belgio; le Fiandre e la Vallonia, i quadri di Van eyck e Rubens,i diamanti di Anversa,  i castelli di Gand e i canali di Bruges.
    Libri nello zaino: "Io no" di Licalzi e "L'enigma Caravaggio"
    Accanto a me la persona che amo.
     
    Un lungo silenzio va rotto con progetti, racconti e discorsi imponenti.
     
    Giudicate voi.
     
    Buone vacanze,
    Gabri.
     
     
     
    July 02

    Uomo libero

    Uomo libero, tu amerai sempre il mare!

    Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima

    nello svolgersi infinito della sua onda.

    E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.

    Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine: l'accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore si distrae a volte dal suo battito al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.

    Siete entrambi tenebrosi e discreti:

    uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi, o mare,

    nulla conosce le tue intime ricchezze tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!

    E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli vi combattete senza pietà né rimorsi.

    Talmente amate la carneficina e la morte, 

    o eterni rivali, o fratelli implacabili!

                                    

    Charles Baudelaire

     

    June 07

    ...el viajero que huye tarde o temprano detiene su andar...

     
    Ritornare

    Io indovino lo sbattere delle palpebre
    delle luci che in lontananza
    sottolineano il mio ritorno...
    sono le stesse che illumirarono
    con il loro pallidi riflessi
    ore profonde di dolore...

    E anche se non ho voluto il ritorno
    sempre si ritorna al primo amore...
    La strada vecchia dove l'eco disse
    tua è la sua vita, tuo è il suo amare,
    sotto lo sguardo beffardo delle stelle
    che con indifferenza oggi mi vedono ritornare...

    Ritornare...con la fronte appassita,
    le nevi del tempo argentarono la mia tempia...
    Sentire...che è un attimo la vita,
    che 20 anni non sono niente
    che febbrile lo sguardo, errante nelle ombre,
    ti cerca e ti nomina
    Vivere...con l'anima aggrappata
    a un dolce ricordo
    che piango un'altra volta...


    Ho paura dell'incontro
    con il passato che ritorna
    ad affrontare la mia vita...
    Ho apura delle notti
    che popolate di ricordi
    incatenano il mio sognare...


    Però il viaggiatore che fugge
    prima o poi arresta il suo andare...
    E anche se il dimenticare, che tutto distrugge,
    avesse ucciso la mia vecchia illusione,
    guardo nascosta una speranza umile
    che è tutta la fortuna del mio cuore.


    Ritornare...con la fronte appassita,
    le nevi del tempo che argentarono la mia tempia...
    Sentire...che è un attimo la vita,
    che 20 anni non sono niente
    che febbrile lo sguardo, errante nelle ombre,
    ti cerca e ti nomina
    Vivere...con l'anima aggrappata
    a un dolce ricordo
    che piango un'altra volta...

     

                          Andate qui e clikkate su play!!


    May 26

    Santissima dei naufragati

     E venne dall’acqua, e venne dal sale
    la penitenza dalla mano del mare;
    il comandante avanza e niente si puó fare
    vuole una morte, la vuole affrontare
    e lí l’attendeva, dove il sole cala
    cala e non muore, e l’acqua non lo lava
    e il demone lo duole, sui banchi d’acqua
    stregati di olio e petrolio
    e il vento non alzava, e il mare imputridiva
    legati a un solo raggio, tutti presi in ostaggio
    avanzavamo lenti, senza ammutinamenti
    e il comandante é pazzo, e avanza nel peccato
    e il demone ch’é suo, adesso vuole mio
    e brinda con il sangue all’odio ci convince,
    che se é sua la barca che vince, dev’essere la mia
    e gli occhi non videro, non videro la luce
    non videro la messe, che altri non l’avesse
    e il cielo fece nero, e urló la nube al cielo
    e s’affamó d’abisso, che tutti ci prendesse
    Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
    Matri mia, le ossa nell’acqua
    anime bianche, anime salvate
    anime venite, anime addolorate
    che io abbia due soldi, due soldi sopra gli occhi
    due soldi per l’onore, due monete in pegno
    per pagare il legno, la dura voga del traghettatore
    e vieni occhi di fluoro, vieni al tuo lavoro
    vieni spettro del tesoro
    la vela tende, il vento se la prende
    la vela cade, le remi allontanate
    e accese sui pennoni
    i fuochi fatui, i fuochi alati
    della Santissima dei naufragati
    Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
    il tempo stremava, l’arsura ci cuoceva
    parlavamo alle vare e il silenzio dal mare
    e il legno cedeva all’acqua suo pianto
    la vela cadde, la sete ci asciugó
    acqua, acqua, acqua in ogni dove
    e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere
    e gli uomini spegnevano, spegnevano il respiro
    spegnevano la voce, nel nome dell’odio
    che tutti ci appagó, il cielo rigó di sbarre il suo portale
    il volto di fuoco, dentro imprigionó
    lo spettro vedemmo venire di lontano
    venire per ghermire, nero di dannazione
    vita e morte, vita e morte era il suo nome
    Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
    Matri mia, salvezza prendimi
    questa é la ballata di chi si é preso il mare
    che lapide non abbia, ne ossa sulla sabbia
    né polvere ritorni, ma bruci sui pennoni
    nei fuochi sacri, nei fuochi alati
    della Santissima dei naufragati
    O Santissima dei naufragati vieni a noi che siamo andati
    senza lacrime senza gloria, vieni a noi, perdon, pietá.

    May 17

    Manhattan

                              

    Capitolo primo. Adorava New York, la idolatrava smisuratamente… no, è meglio… la mitizzava smisuratamente, ecco… per lui in qualunque stagione questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin… no, fammi cominciare da capo.

    Capitolo primo. Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo al resto, trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico… per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualunque navigazione… no, stantia! Roba stantia, di gusto… insomma, impegnati un po’ di più… da capo.

    Capitolo primo. Adorava New York, per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea, la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una… non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia, io questo libro lo devo vendere!

    Capitolo primo. Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della società contemporanea; come era difficile esistere in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia!... Troppo arrabbiato, non voglio essere arrabbiato! Capitolo primo. Era duro e romantico come la città che amava; dietro i suoi occhiali dalla montatura nera acquattata ma pronta al balzo la potenza sessuale di una tigre… no, aspetta, ci sono!

    New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata…”

     

                           

    April 24

    25 aprile - 1 maggio

    Ora e sempre Liberazione
     
     
    25 aprile
     
      

    "Le celebrazioni del 25 aprile sono occasione per meditare, tutti insieme, sui valori fondanti della nostra Patria, libera e unita, sugli ideali condivisi da tutto il nostro popolo riconciliato con se stesso nel nome della Libertà. A poco più di un anno dalle giornate indimenticabili della Liberazione, l'esperienza esaltante delle prime elezioni politiche libere, il 2 giungo del 1946, fece scoprire a tutti gli italiani il gusto della libertà; consacrò l'unità nazionale; ci guidò nella scelta della Repubblica. In un breve periodo di tempo, superando divisioni politiche e ideologiche, gli eletti del popolo in Assemblea Costituente, diedero vita alla Costituzione Repubblicana. E' la Costituzione che ha consentito la rinascita morale e materiale della nostra Patria, le grandi trasformazioni istituzionali e sociali, la creazione di un sistema di equilibri tra i poteri, che ha garantito e garantisce la libertà di tutti. Non dimentichiamo mai che la Costituzione è la base della convivenza civile dell'intera Nazione".

    Carlo Azeglio Ciampi

     

     

     

    1° maggio

     

     

    Salviamo la Costituzione!!!!! 

    www.referendumcostituzionale.org

    www.anpi.it

    www.cgil.it

     

    Mai più fascisti al governo!!!

    April 17

    Je t’aime, Serge Gainsbourg

    Sul muro del numero 5 di Rue de Verneuil a Parigi sta scritto che “Serge non è morto. È in paradiso, e sta scopando”.

    Forse Serge non sarebbe così contento di vivere lì, in paradiso, dove probabilmente non gli lascerebbero fumare cinque pacchetti di Gitanes al giorno e sfarsi di whiskey e Pastis tutto il dì.

    Forse nemmeno se potesse trovarsi in “quella” faccenda affaccendato. Perché Serge Gainsbourg, il grande rivoluzionario della canzone francese morto esattamente quindici anni fa, ci teneva che si sapesse che lui era vissuto soprattutto per tre cose: le amate Gitanes, l’etilismo e le donne. Le donne più belle, peraltro, lui che bello non era: si è sempre accompagnato a donne mai meno che desiderabili e molto più giovani di lui. Sigarette e alcool invece lo aiutavano a scrivere, e in senso lato a vivere. In verità Serge è vissuto anche per un’altra cosa, su cui ha lasciato un solco assai profondo: la musica. Certo, ha fatto tante altre cose: ha scritto un romanzo basato quasi interamente sui peti, ha cominciato come pittore, ha realizzato diversi film underground, si è dedicato all’arte dello scandalo e della provocazione con enorme successo (come quando, in una trasmissione televisiva per famiglie, gridò a Whitney Houston “i want to fuck you” gustatevi il video). Ma la musica francese l’ha presa e rivoltata come un calzino, muovendosi certo lungo i solchi della tradizione, della chanson, del jazz (Boris Vian fu per lui una grande influenza), ma captando sempre le novità prima di tutti, riuscendo a rinnovarsi di continuo, attraverso il rock, il pop, perfino il il rap. E il reggae: realizzò un disco in Giamaica (“Aux arme et caetera”) che conteneva la versione “rasta” della Marsigliese, cosa che naturalmente scatenò un putiferio, e che portò all’ostilità aperta dei gruppi di destra e alla “scomunica” di Le Figaro. “Corruttore a piede libero” fu la sentenza. Gainsbourg è difficile da sintetizzare. Cinico e sentimentale, misogino e amante delle donne, dissacrante, geniale, timido e seduttore, pudico ed erotomane, elegantissimo dall’aria trasandata, un monumento di contraddizioni che sapeva portare con estrema naturalezza, imponendo sempre il suo personalissimo marchio di fabbrica. Stile, senza se e senza ma.

     

                

    Gainsbourg ha scritto una marea di canzoni, ricche di storie ciniche e paradossali e di giochi di parole pirotecnici. Ma nel mondo è noto soprattutto per il clamoroso successo di Je T’Aime, Moi Non Plus (“ti amo, neanche io”), cantata (ansimata) insieme alla sua giovanissima compagna Jane Birkin, attrice inglese e sua musa e compagna per tanti anni, conosciuta su un set quando lei aveva appena 19 anni. In realtà ne esisteva un’altra versione realizzata insieme a Brigitte Bardot, con cui si era amato intensamente, però lei non se l’era sentita di pubblicarla. Il pezzo, languidissimo e dall’organo dal vago sapore liturgico, non poteva non creare scandalo, dato che era basato sul dialogo tra due amanti inequivocabilmente impegnati in un amplesso. Qui in Italia venne bandito dopo la scomunica dell’Osservatore romano che, come spesso capita in queste situazioni, procurò al brano ancora più fama e successo ed un’aura peccaminosa leggendaria.

    In stile Gainsbourg, insomma.

     

                                         

    April 13

    Mossa eversiva

    Sconfitto dagli elettori, Berlusconi non intende mollare palazzo Chigi e chiede l’annullamento del risultato. Ma quello stesso voto sul quale egli lancia a vanvera accuse irresponsabili di brogli è stato giudicato corretto e regolare prima dal suo ministro dell’Interno e poi dal presidente della Repubblica. Siamo di fronte a un fatto gravissimo e senza precedenti in qualunque paese democratico dove non si è mai visto un presidente del Consiglio che si rifiuta di accettare il responso delle urne.

    Berlusconi non vuole aspettare la decisione della Corte di Cassazione a cui la legge affida la convalida delle elezioni perché sa benissimo che la ratifica ci sarà visto lo scarso numero di schede contestate. E allora l’ex premier pretende una sua commissione di verifica del voto per la cui immediata istituzione ha già pronto un decreto sotto il quale pretenderebbe la firma di Ciampi.

    È inutile dire quale risposta ha ricevuto dal Quirinale ma ciò evidentemente non lo ha fermato. Annunciando, ieri sera, che il voto «deve cambiare» Berlusconi cerca adesso in maniera scoperta di far salire la tensione nel paese fomentando il sospetto di uno scippo perpetrato dalla sinistra ai danni del suo elettorato.

    Di fronte al carattere eversivo di questa mossa disperata occorre tenere i nervi saldi mantenendo la piena fiducia nelle istituzioni.

    Ma è anche necessario chiudere rapidamente anche quest’ultima incredibile pagina antidemocratica accelerando il passaggio di poteri al governo Prodi. È un appello che rivolgiamo al Capo dello Stato e alle forze responsabili del centrodestra.

    Ora basta.

    Berlusconi deve andarsene a casa.

      

    Antonio Padellaro

     

    Scusate se posto nuovamente un articolo di Beppe Grillo ma  ha di nuovo colto nel segno:

     

    Forse mi sono montato la testa, voglio scrivere a Bush.

    Lettera aperta a George Bush.

    Io sono solo un comico e lei è un grande presidente, a capo di una grande e potente nazione. Inoltre, lei è anche un grande amico del nostro ex presidente del consiglio con cui ha molti punti in comune, la visione atlantica al posto di quella pacifica, grandi ricchezze, l’esportazione della democrazia con o senza le armi, la personalizzazione della politica.
    Mi permetto comunque, molto umilmente, di chiederle conto del suo comportamento nei confronti dell’Italia e degli italiani.
    Prodi ha vinto le elezioni, si sono felicitati con lui capi di stato di molte nazioni e il presidente della comunità europea.
    Manca, quasi, solo lei.
    E, in questa situazione, il nostro ex presidente del consiglio non riconosce il risultato elettorale anche grazie al suo supporto.
    Lei si ostina a non riconoscere in Prodi il legittimo vincitore, eletto in libere elezioni.
    Elezioni gestite da un ministro degli interni del governo in carica.
    Elezioni in cui si è votato con una legge elettorale liberticida fatta approvare dal suo amico e, in questo caso, la sua voce di difensore della democrazia non l’abbiamo sentita.
    Lei non si sta dimostrando amico del nostro Paese e probabilmente non sta neppure facendo gli interessi del suo.
    Se lei non riconosce Prodi perchè gli italiani dovrebbero riconoscere lei? Io credo e spero che la sua sia solo una temporanea distrazione istituzionale, in caso contrario gli italiani dovrebbero porsi qualche domanda.

    Perchè consentire la permanenza di basi militari americane nel nostro Paese?
    Perchè tollerare la presenza di
    armi atomiche americane a Ghedi Torre, Brescia e ad Aviano, Pordenone.
    Perchè permettere
    agli agenti della Cia di muoversi nel nostro Paese come se fossero in visita nel suo grande ranch nel Texas?
    Perchè finanziare un Paese che in questo momento gli è ostile comprando prodotti americani, mangiando in catene americane, sostenendo le imprese americane in Italia?
    Sono sicuro che gli italiani sapranno trovare le risposte".

    Beppe Grillo

    April 11

    Anche se

    Anche se il paese è diviso in due,
    anche se sarà dura,
    anche se di pochissimo....
     
    Abbiamo vinto
     
    e per oggi voglio gioire...
     
    ...domani è un altro giorno.
     

     

                               C’è chi si è sentito come dopo le Torri Gemelle.

    C’è chi si è svegliato ogni mezz’ora per guardare i risultati.

    C’è chi non voleva svegliarsi.

    C’è chi non ci voleva credere.

    C’è chi era giù come dopo le finali di coppa del mondo con il Brasile del 1994 e del 1970.

    C’è chi ha preso il sonnifero per dormire.

    C’è chi non si è più trattenuto e ha gridato forte, nella notte: “Forza Italia, quella vera!”.

    C’è chi ha guardato il suo bambino e ha pianto.

    C’è chi si è vergognato di essere italiano.

    C’è chi si è vergognato per gli italiani.

    C’è chi ha deciso di iscriversi anche lui alla mafia.

    C’è chi ha pensato ai brogli e poi è andato a letto.

    C’è chi voleva spaccare tutto.

    C’è chi aveva rinnovato il passaporto e le valigie pronte.

    C’è chi era sicuro della Campania.

    C’è chi ha pregato.

    C’è chi ha sperato negli italiani all’estero.

    C’è chi si è stancato di sperare.

    C’è chi si è sentito spaccato in due, come l’Italia.

    C’è chi si è sentito già in Argentina.

    C’è chi ha creduto di non pagare più l’Ici e le tasse sui rifiuti.

    C’è chi ha pensato: “Adesso basta lo dico io!”.

    C’è chi ha prenotato un volo low cost per un posto lontano.

    C’è chi ha guardato dal suo letto il soffitto e ha deciso di non mollare, mai.

                       Beppe Grillo 

    April 09

    9 aprile 2006 - Il bivio

    Oggi noi italiani siamo chiamati a fare il nostro dovere: votare.

    E credo che oltre che un dovere, sia un privilegio.

    La mia generazione sa che cosa vuol dire non poter scegliere, tant'è vero che molti hanno dato la vita per permettere a tutti di poter uscire stamattina e andare al seggio. Non sono qui a dare indicazioni di voto, ma voglio condividere con voi delle riflessioni che ho fatto in queste settimane. Per cinque anni, su queste colonne ho espresso il mio pensiero su Silvio Berlusconi. Dal punto di vista di qualcuno, l'ho fatto anche troppo. Dunque, che il Cavaliere non mi piaccia, niente ovviamente di personale, è chiaro. Sintetizzando prendo a prestito le parole di Corrado Alvaro: «Abbiamo il diritto di sapere non solo ciò che i rappresentanti del popolo hanno in testa, ma anche quello che hanno in tasca». Aggiungo, anche come hanno fatto a riempire quella tasca.

    Adesso devo dirvi perché sto dall’altra parte, quella che simpaticamente il premier ha definito «coglioni ». Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell'affrontare la vita; credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere; credo che non debbano esserci prevaricazioni né leggi ad personam, per sé, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti. Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male.

    E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono.

                                                                                                                  

                                                           

                                         Enzo Biagi

    April 04

    Fonte inesauribile

    Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi

                                          Silvio Berlusconi 4/4/2006

     

     

    Io

    sono

    un

    coglione

    .

     

     

                                                                                                                                          

    http://sonouncoglione.splinder.com

     

    http://www.invideoveritas.tk

    March 31

    C'è uno strano odore nell'aria

    Attenzione:

    leggete attentamente!!!!

     

    Il “Diario” di Enrico Deaglio è uscito oggi con un numero dedicato a possibili brogli elettorali dovuti allo scrutinio elettronico che sarà utilizzato per la prima volta in Italia nelle elezioni politiche grazie al decreto legge del 3 gennaio 2006. Le regioni interessate sono quattro: Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, per un totale di 12.680 sezioni e undici milioni di elettori. Lo scrutinio elettronico prevede che un operatore inserisca i dati su un computer in ogni sezione, i dati vengano copiati su una chiavetta usb, le chiavi siano inserite in un computer che le invia quindi al Ministero dell'Interno. Questa operazione, non necessaria e non richiesta da nessuno, costa 34 milioni di euro, è stata assegnata a trattativa privata per motivi di urgenza, “stante il brevissimo lasso di tempo disponibile” secondo Stanca, è stata vinta, tra le altre aziende, da Accenture, EDS e Telecom Italia. Deaglio fa notare che il figlio del ministro dell'Interno Pisanu è partner in Accenture e che EDS è la società coinvolta nei presunti brogli elettorali in Florida nell’elezione di Bush. Deaglio aggiunge che in caso di contestazioni ci vorrebbero mesi per confrontare il voto cartaceo con quello elettronico. Mesi di instabilità assoluta e con un Presidente della Repubblica in uscita. L’applicazione informatica usata per lo scrutinio elettronico è inoltre oggetto di contestazione da parte della Ales, un'azienda italiana che ne rivendica la paternità che a suo avviso le sarebbe stata sottratta dalla EDS e di cui pubblico la lettera che il suo amministratore mi ha inviato alcuni giorni fa insieme a un documento e un'intervista.

     

     

    Gentile Beppe Grillo, mi chiamo Antonio Puddu, sono l’amministratore di una piccola società informatica con sede in Sardegna, la Ales s.r.l. Nel 2001 abbiamo ideato una soluzione innovativa per lo “scrutinio elettronico”, che nel 2004 è stato sperimentato con la nostra collaborazione in 1500 sezioni elettorali. Nel 2005 ci è stato “scippato” dalla EDS Italia S.p.A., una multinazionale alla quale avevamo venduto 2500 licenze per lasperimentazione del 2004. Un mese fa abbiamo citato EDS Italia in giudizio al tribunale di Roma, chiedendo risarcimento per i danni subiti dalla mia società che ammontano a oltre 9 milioni di euro, e abbiamo diffidato il Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Innovazione dall’usare nella prossima sperimentazione un numero di licenze che superasse le 2500 da noi vendute. Infatti per la sperimentazione in occasione delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 dovrebbero servirne circa 12.500. Distinti saluti”. Antonio Puddu.

                                           fonte: www.beppegrillo.it

     

    Per saperne di più:

     

    http://spaces.msn.com/lafatablu/

     

    http://www.repubblica.it/2006/c/sezioni/politica/versoelezioni44/votoelet/votoelet.html

    http://www.unita.it/index.asp??SEZIONE_COD=&TOPIC_ID=48271

     

    March 30

    Lezione francese

    In Francia tre milioni di persone sono scese in piazza per chiedere lavoro stabile e dire no alla libertà selvaggia di licenziamento. Parte dalla Sorbona, il 10 marzo, il no alla precarietà, al Cpe (contrat première embauche) e dilaga in tutta Parigi. È una lezione di diritti. E' un'onda che chiede tutele e sicurezza per il futuro, le stesse cose negate in Italia dalla legge 30, dai contratti a termine, dalla precarietà. Le piazze francesi sono piene non solo di giovani, ma di tanta gente che condivide questa battaglia per il futuro.

     

     

     

    March 29

    L'eredità

    "Abbiamo ereditato questa situazione drammatica dal governo precedente di sinistra!"
    Cosìil signor B. svia ogniqualvolta lo si ponga di fronte al dato oggettivo (cha persino Fini e Casini non smentiscono) del fallimento del suo governo.
     
    Dunque...cerchiamo di far chiarezza...caro signor B. ora le rinfresco la memoria...
     
    In termini oggettivi non si può negare che il centrosinistra, tra il 1996 e il 2001, abbia guidato bene il paese. Il governo di Romano Prodi scommise la propria reputazione sulla capacità di aderire ai parametri economici del trattato di Maastricht., che avrebbe consentito all'Italia di accedere alla moneta unica, l'euro, insieme con le più importanti nazioni d'Europa, come la germania e la Francia. Questo significava che l'Italia avrebbe dovuto dimezzare il proprio deficit di bilancio e ridurre l'inflazione al 2 per cento. La maggior parte degli osservatori pensavano che sarebbe stato impossibile. Il governo ebbe invece successo grazie a un mix di rigorose misure di austerity, di un giro di vite sull'evasione fiscale (intenzione inserita anche nel programma di oggi, contrariamente alla Cdl che n 5 anni non ha fatto altro che premiare l'evasione) e di una tassa una tantum per l'Europa.
    Allo stesso tempo, beneficiando del boom della seconda metà degli anni novanta, l'economia italiana crebbe con un tasso del 3% annuo circa e negli ultimi 5 anni venne creato più di un milione di posti di lavoro, portando a compimento ciò che il signor B. aveva promesso ma non era riuscito a mantenere quando era stato eletto nel 1994. I tassi d'interesse furono quasi dimezzati e la Borsa di Milano sfiorò il raddoppio. Il governo inoltre semplificò molte procedure burocratiche, rese possibile fare via internet ciò che in passato aveva richiesto ore di fila negli uffici pubblici e trasferì ai governi locali una serie di funzioni che in precedenza erano state di competenza del governo centrale.
    <<Hanno fatto poco, perchè avevano una maggioranza ristretta e litigiosa>>, disse Indro Montanelli a proposito del quinquennio del governo di centrosinistra, <<ma quel poco era di qualità. Non hanno rubato, non hanno alzato la voce, hanno provato a riformare questo paese allergico alle riforme. I ministri hanno lavorato senza passare le giornate in televisione. di sicuro, non hanno punito nè perseguitatoil capo dell'opposizione, anzi (e qui sta uno degli errori de govewrno Prodi) gli hanno permesso di fare i suoi affari meglio di prima, sono stati loro a sanare la situazione delle sue aziende>>
     
    Non ne posso più, basta accuse e offese, basta Calderoli e la sua maglietta, basta Giovanardi e l'eutanasia olandese nazista, basta il signor B. e i suoi Kapò, i suoi bimbi bolliti e i suoi avvalersi della facoltà di non rispondere...
     
     
     
    Basta soprattutto alla gente che li sostiene e li difende.
    Io, nel mio piccolo, ho smemorizzato dalla tv di cameria mia i seguenti canali:
    Canale 5, Italia 1, Rete 4 , Rai 1.
     
    Vi assicuro che si vive molto meglio.
     
    Buonanotte, e buona fortuna.
     
          
     
    March 24

    Dove siamo??

    Dunque...ho scoperto un bellissimo sito che fa chiarezza e illumina la strada a chi ha le idee un pò confuse..a chi si è perso nella campagna elettorale.

     

    Dove siete? Io sono qui (che tra l'altro mi sembra essere anche un titolo di un film della Cavani)

     

    Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei? 

    facendo il test ho  scoperto (ma ne avevo bisogno??) di essere alquanto distante dai valori della Cdl...sorprende comunque una distanza significativa dai Ds.

    P.s.: Mio zio, che lavora alle Poste, mi ha detto che presto arriverà nelle case di tutti gli italiani un antipatico fascicolo (vi ricordate "Una storia italiana"del 2001?)...rispediamolo al mittente!!!!

    March 23

    Turista delle coerenza

    " Io non ho mai insultato nessuno".

    (Silvio Berlusconi, 10 settembre 2005).

     

    "Ma lo sa che lei ha una bella faccia da stronza?".

    (Silvio Berlusconi a una signora di Rimini che lo invitava a tornarsene a casa, 24 luglio 2003).

     

    "Ma vaffanculo!".

    (Silvio Berlusconi, accompagnando l'esclamazione con il gesto della mano, nell'aula del Senato, rivolto al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che ha appena denunciato il "servilismo" del governo Berlusconi nei confronti degli Usa sull'Iraq, la Repubblica, 27 settembre 2002).

     

    "Tu non ti devi permettere, tu sei un coglione!!!"

    (Silvio Berlusconi a un giovane contestatore che gli aveva appena urlato: Viva Mangano!!, Genova 21 Marzo 2006) 

     

                         

    March 21

    Signor presidente: le assicuro che non mi adeguerò ai suoi desideri

    Questo è il testo integrale della puntata della trasmissione di Enzo Biagi ”Il Fatto” andata in onda il 19 aprile 2002:

     

    "Non è un gran giorno per l’Italia: per quello che succede in casa e per quello che si dice fuori. A Milano, lo sapete, un piccolo aereo da turismo è andato a sbattere contro il Pirellone, orgoglio dell’architettura italiana e uno dei simboli della città.

    E il pensiero corre subito alle torri di New York.

    Disgrazia. Ma c’è, anche, chi all’estero parla di crimine.

    Da Sofia il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non trova di meglio che segnalare tre biechi individui, in ordine alfabetico:

    Biagi, Luttazzi, Santoro che, cito tra virgolette: ”Hanno fatto un uso della televisione pubblica - pagata con i soldi di tutti - criminoso. Credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga”. Chiuse le virgolette. Quale sarebbe il reato?

    Stupro, assassinio, rapina, furto, incitamento alla delinquenza, falso e diffamazione? Denunci. Poi il Presidente Berlusconi, siccome non prevede nei tre biechi personaggi pentimento o redenzione - pur non avendo niente di personale - lascerebbe intendere, se interpretiamo bene, che dovrebbero togliere il disturbo.

    Signor Presidente, dia disposizione di procedere perché la mia età e il senso di rispetto che ho per me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri. Sono ancora convinto che in questa nostra Repubblica ci sia spazio per la libertà di stampa, e ci sia perfino in questa azienda che essendo proprio di tutti, come lei ci dice, vorrà sentire tutte le opinioni. Perché questo, signor Presidente, è il principio della democrazia. Sta scritto, dia un’occhiata, nella Costituzione. In America, ne avrà sentito parlare, Richard Nixon dovette lasciare la Casa Bianca per un’operazione chiamata Watergate condotta da giovani cronisti alle dipendenze di quel grande e libero editore che era la signora Katherine Graham, proprietaria della »Washington Post». La nostra, tra l’altro, viene presentata come televisione di Stato, anche se qualcuno tende a farla di governo. Ma è il pubblico che giudica. Nove volte su dieci, controllare, Il Fatto è la trasmissione più vista della Rai. Lavoro qui dal 1961, sono affezionato a quest’azienda. Le voglio bene.

    È la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto, cioè i programmi, e chiede che due giornalisti, Biagi e Santoro, dovrebbero entrare nella categoria dei disoccupati.

    L’idea poi di cacciare il comico Luttazzi è più da impresario, qual del resto lei è, che da statista. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l’ultima puntata del Fatto, dopo 814 trasmissioni non è il caso di commemorarci. Eventualmente, è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità che restare a prezzo di certi patteggiamenti. Signor Presidente Berlusconi, non tocca a lei licenziarmi. Penso che qualcuno mi accuserà di uso personale del mio programma, che del resto faccio da anni, ma in questo caso per raccontare una storia che va al di là della mia trascurabile persona e che coinvolge un problema fondamentale: quello della libertà di espressione."

                                             Enzo Biagi

     

                                 

                        

                         Ci manchi... rivogliamo "Il fatto"

    March 18

    Ipse dixit

    Technorati Profile

     

    Posto qui di seguito una interessante intervista a Indro Montanelli. Datata 26 Marzo 2001 l'intervista dimostra come un grande giornalista di destra (cacciato dalla direzione de "Il Giornale" dallo stesso Berlusconi in quanto le loro linee non erano affini) si sia reso conto prima di altri del reale problema Berlusconi x il paese.

     

    Sembra essere diventato il nemico numero uno del Polo. Berlusconi gli dà del bugiardo e dell'ingrato, Fini lo descrive come l'ennesimo giornalista "strumentalizzato" dalla sinistra, i giornali della destra portano il suo nome nei titoli di testa in prima pagina. La sua "colpa" è il tradimento: ha dichiarato di votare per il centrosinistra, ha partecipato alla trasmissione di Santoro, dove - capo d'imputazione gravissimo - ha persino dato ragione alla ricostruzione fatta da Marco Travaglio sulle vicende del Giornale. Indro Montanelli ha risposto con le sue armi: un editoriale al veleno sul Corriere della sera in cui restituisce l'accusa di mendacio al Cavaliere, gli replica punto per punto e chiosa: "Chiagne e fotte, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni di seguito". Dopo l'articolo, da ieri mattina il suo telefono non ha fatto che suonare.

     

    "La cosa più impressionante - racconta Montanelli - sono state le telefonate anonime. Ne sono arrivate cinque una dopo l'altra, tre delle quali di donne. Non so chi avesse dato loro il mio numero, che è assolutamente introvabile. Dicevano tutte la stessa cosa: delle invasate che urlavano: lei che per vent'anni ha mangiato alla mensa di Berlusconi! Io, capirai? Come se io fossi stato mantenuto da Berlusconi".

     

    Insomma, siamo alle minacce.

     

    "Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo".

     

    Lei sembra veramente spaventato.

     

    "No, spaventato no: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere". Ma lei è sicuro che la partita elettorale sia già giocata? Il centrosinistra non ha nessuna possibilità di battere Berlusconi? "Guardi: io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L'immunità che si ottiene col vaccino".

     

    Lei, Montanelli, oggi è diventato il problema politico principale del centrodestra. Da qualche giorno il suo nome è al centro delle dichiarazioni degli uomini del Polo.

     

    "E' strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile: non per quello che succede a me, a me non succede nulla, non è che io rischi qualcosa, è chiaro. Quello che fa male è vedere questo berlusconismo in cui purtroppo è coinvolta l'Italia e anche tante persone perbene.".

     

    Tutta questa polemica è nata dal programma di Luttazzi. Lei vede programmi di satira politica in televisione? Come li giudica?

     

    "Ne vedo, come no. Beh: l'unico modo per combattere questa cosa è la satira. Che sia sempre fatta bene però non direi, molto spesso è volgare anche quella. Ma forse è peggiore la facilità, la spontaneità con cui Berlusconi mente, e con cui le sue menzogne, a furia di ripeterle, evidentemente vengono bevute dagli altri. Lui racconta a modo suo la fine della mia direzione al Giornale, il giorno dopo la mia uscita, quando non ho potuto certamente influire più sulla stesura della cronaca. Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose. Ecco: andatevi a rileggere quella cronaca, coincide esattamente con le cose come le ho raccontate io. Berlusconi sostiene che io ero al Giornale sognando di farne un altro: non sta né in cielo né in terra. Questa menzogna è semplicemente una scemenza: quanta volgarità, quanta bassezza". 

     

    Questo è quello che diceva Montanelli 5 anni fa...pensiamo al fatto che le cose sono peggiorate...e peggiorate...e peggiorate..

     

    P.s: questo per un pò (forse) sarà l'ultimo post politico...non vorrei tediarvi troppo... 

                                        

                                        

    March 13

    Leggere attentamente le avvertenze.

    Dieci anni passati con un premier che ha continuato a possedere un vasto impero mediatico mentre governava una delle principali economie del mondo e ha respinto accuse di corruzione ben documentate con l’aiuto delle leve del governo hanno abbassato in misura significativa lo standard morale in Italia, che peraltro non era mai stato particolarmente elevato. Benché la corruzione sia stata per lungo tempo una caratteristica della vita politica del paese, spesso al vertice del mondo politico italiano vi erano in passato figure di indiscussa statura morale: presidenti della repubblica come Luigi Einaudi e Sandro Pertini, premier come Alcide De Gasperi e Carlo Azeglio Ciampi, leader dell’opposizione come Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer. Nel passato preberlusconiano era sostanzialmente automatico che un funzionario di alto livello desse le dimissioni qualora fosse stato sospettato di un grave reato – per non parlare di una messa in stato d’accusa o di una condanna – in attesa di tornare alla vita pubblica solo dopo che le cose fossero state chiarite. Oggi anche condanne penali per frode, corruzione, estorsione e collusione con la mafia non hanno impedito a figure vicine a Berlusconi come Cesare Previti e Marcello dell’Utri di conservare delle cariche pubbliche o di svolgere un ruolo di primo piano nella modifica del codice penale. Al contrario, le figure più a rischio di subire una condanna sono state fatte eleggere per poter godere dell’immunità parlamentare.

     

     

    A un certo punto Dell’Utri, nel corso di un ritiro per i futuri candidati di Forza Italia in un lussuoso albergo di Macerata, nel novembre del 2002, giunse a tenere delle lezioni pubbliche su come farla franca nel caso di un’accusa penale.

    Primo: non parlare mai, avvalersi sempre della facoltà di non rispondere”, consigliò.

    “Secondo: non patteggiare mai, salvo che si venga colti in flagranza di reato. Terzo: non mancare mai alle udienze, se no il giudice si sente snobbato e l’avvocato non si impegna.

    Quarto: seguire i consigli dell’avvocato solo quando la pensa come voi, anche se è un principe del foro”. Il suo quinto e più importante comandamento illustra bene la strategia principale di tutti gli inquisiti berlusconiani:

    “Quinto: far passare più tempo possibile.

    Nei casi disperati, cioè quasi sempre, non preoccupatevi dell’anomalia principale dei processi: la durata interminabile. Anzi, la regola è proprio quella di far passare comunque il tempo. Perché il tempo è galantuomo, il tempo alla fine rende giustizia. Se invece accelerate eccessivamente, non riuscirete ad ottenere una sentenza che vi dia soddisfazione. E poi, col tempo, possono succedere tante cose: può essere che muore un pm, muore un giudice, muore un testimone, cambia il clima, cambiano le cose”.

                     

    E così nell’Italia di Berlusconi un uomo che è stato condannato per diversi reati ma è riuscito a passare pochissimo tempo in carcere tiene delle lezioni ai membri più giovani del principale partito politico del paese su come evitare la prigione. Il fatto che i processi penali ora durino in media il doppio rispetto a dieci anni fa è dovuto in parte all’opera legislativa di inquisiti-parlamentari come Dell’Utri. Il risultato: l’Italia ha un sistema giudiziario disfunzionale che serve il doppio scopo di consentire a Berlusconi e ai suoi associati di trascinare i propri processi ed evitare le condanne e di incentivare una sfiducia generalizzata della magistratura.   

      

     

    Questo è un estratto dal bellissimo libro Citizen Berlusconi,

    di Alexander Stille (giornalista americano collaboratore di numerosi quotidiani tra cui "The new York Times").

     

    Per concludere...

    a tutti quelli a cui piace sostenere che il governo di Mister B. ha dato al nostro paese più credibilità all'estero rispondo con questo illuminante video (grazie a Silvia per la segnalazione).